Schifani… HAHAHAHAHAHAHAHAHAH!

MAFIA: SCHIFANI, DA SPATUZZA BUGIE. LO DENUNCERO’

LA  SERIETA’  DI SCHIFANI NON SI DISCUTE. ECCOLO AL  LAVORO:

coniglietto

“Non ho mai avuto rapporti con Filippo Graviano e non l’ho mai assistito professionalmente. Questa e’ la verita’. Sia chiaro: denuncero’ in sede giudiziaria, con determinazione e fermezza, chiunque, come il signor Spatuzza, intende infangare la mia dignita’ professionale, politica e umana, con calunnie e insinuazioni inaccettabili. Sono indignato e addolorato. Ho sempre fatto della lotta alla mafia e della difesa della legalita’ i valori fondanti della mia vita e della mia professione. I valori di un uomo onesto”. Lo dice il Presidente del Senato, Renato Schifani.

°°°AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

HAH!… AH!

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Il congiurato dell’Unità

Mafia, i «fantasmi del passato» che spaventano il governo

berlusconi_DIMETTITI

Non è chiaro se sia frutto della sua proverbiale autoironia o piuttosto sia stata una gaffe, ma la battuta fatta da Silvio Berlusconi ieri mattina al ministro Maroni («Come mafioso a me non mi ha ancora preso») rivela una certa sensibilità all’argomento. Tanto più il giorno dopo la puntata di AnnoZero dedicata alle verità nascoste del 1992-93 e alla trattativa tra Stato e mafia dopo il 23 maggio 1992, cioè dopo l’omicidio del giudice Falcone.Una sensibilità, quella del governo, vecchia di almeno un anno, Anche se il premier ha lanciato l’allarme solo lo scorso 8 settembre, durante un convegno: «So che ci sono fermenti in procura, a Palermo, a Milano, si ricominciano a guardare i fatti del 1993, del ’94, del ’92. Follia pura. Quello che mi fa male è che della gente così, con i soldi di tutti, faccia cose cospirando contro di noi». Ne seguì la polemica con Fini, non perfettamente in linea, cui dovette rimediare Renato Schifani, presidente del Senato, che parlò di «singoli magistrati che tendono a riproporre teoremi politici attraverso l’evocazione di fantasmi di un passato lontano che avrebbe visto congiure contro il regolare assetto delle istituzioni». «Teoremi politici», diceva dunque Schifani.Il quale, però, ha dimostrato di avere la massima fiducia nei confronti di chi quei «teoremi» li aveva ritenuti credibili al punto da sostenerne la fondatezza in un’aula di tribunale. È il caso della dottoressa Anna Maria Palma, magistrato antimafia, che circa un anno fa Schifani ha nominato capo del suo gabinetto a Palazzo Madama. Si tratta della stessa dottoressa Palma che il 29 settembre 1999, da pubblico ministero al processo per la strage di via D’Amelio, parlò così: «Nel periodo delle stragi i boss di Cosa Nostra avevano allacciato rapporti con Berlusconi e Dell’Utri: questo dato, sufficientemente provato, deve essere ulteriormente approfondito. Bisogna cioè stabilire se la strage di Via D’Amelio sia stata compiuta da Cosa Nostra all’insaputa dei suoi interlocutori, nella convinzione tuttavia di far loro un favore, o se sia stata “suggerita”. Abbiamo elementi che riconducono a responsabilità esterne a Cosa nostra”. Ma allora chi sono i magistrati che, secondo Schifani, evocano i «fantasmi del passato»?

°°° Siamo al vecchio: TI PROMUOVO PER RIMUOVERTI, insomma.  Ma la verità rimane e la verità è che silvio berlusconi è colluso con la mafia fin dagli anni ’70, quando cominciò a riciclare i miliardi sporchi di sangue di Cosa Nostra al nord, facendo il palazzinaro. Con la complicità di quel delinquente del padre Luigi, certo, ma anche con quella di altri delinquenti come craxi e pillitteri. La verità, amici, è che costui ha trafficato in armi e droga già da quegli anni e che ha corrotto, imbrogliato, rubato, truccato le carte ed i conti, truffato un mare di gente PER TUTTA LA VITA IMPUNEMENTE. Ora è visibilmente molto malato e continua a delirare, aggredendo tutto e tutti, devastando quel poco che Prodi aveva rimesso in piedi di questa povera Italia.

Non possiamo permetterlo,amici. DOBBIAMO FERMARLO! Con qualunque mezzo.

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Scudo fiscale, Di Pietro attacca

“E’ la legge di un parlamento mafioso”

Il leader dell’Idv: il ddl tutela “i ladri e a rimetterci sono i pensionati e gli operai”. E accusa: “Un provvedimento criminale”. Fini e Schifani ribattono: “Così si lede il prestigio delle istituzioni”

°°° E dove sarebbe il prestigio delle istituzioni? Forse nelle leggi vergogna imposte a voti di fiducia? Nei comportamenti e nella storia fuorilegge di silvio berlusconi? Dove? Nei mafiosi e pluricondannati e nel ciarpame che Mafiolo ha portato in parlamento e nei ministeri? DOVE!?

Fini e schifezza, ma andate affanculo!

B-Boia

ASINO_CAVALLO

berlusconi_ficco

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Consigli per gli acquisti

Premier a cena coi giudici costituzionali, è polemica

Il 6 ottobre ci sarà l’udienza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma intanto è già polemica dopo la notizia di una cena riservata del premier e del ministro Alfano a casa del giudice costituzionale Luigi Mazzella. Alla serata hanno partecipato un altro componente dell’Alta Corte Paolo Maria Napolitano, oltre a Gianni Letta e al presidente della commissione affari costituzionali Carlo Vizzini. La cena sarebbe avvenuta a maggio ma ne ha dato notizia ora l’Espresso: il giudice ha confermato dicendo che lui a casa invita chi vuole e ha negato che si sia parlato del Lodo Alfano. Continue reading

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Schifani, per gli amici “Skifo”

Il presidente del Senato bloccato a Palermo
Soppresso il volo Catania-Lampedusa per farlo arrivare
Guasto ai motori dell’aereo
Schifani ritarda a Lampedusa

il presidente del Senato
Renato Schifani

schifezza

PALERMO – Nuova disavventura aerea per Renato Schifani: il presidente del Senato è rimasto bloccato all’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo a causa di un guasto ai motori all’aereo Atr42 della compagnia Meridiana che questa mattina doveva condurlo a Lampedusa.

Schifani era atteso alle 12.30 sull’isola per partecipare alla posa della prima pietra della nuova aerostazione. Ma l’aereo sul quale si trovava, già in fase di rullaggio, ha dovuto interrompere le manovre di decollo a causa di un guasto. I passeggeri sono stati così costretti a scendere e ad attendere un altro volo.

Per consentire al presidente del Senato, a quello dell’Enac Vito Rigio e al direttore generale delle stesso ente, Alessio Quaranta, di raggiungere Lampedusa, l’aereo in partenza per Lampedusa da Catania è stato “dirottato” a Palermo dove ha recuperato i passeggeri rimasti a terra, che poco dopo sono riusciti a partire.

Non è la prima volta che Schifani è vittima di problemi con il trasporto aereo. Lo scorso 29 maggio fu infatti costretto ad un atterraggio d’emergenza a Mosca per la visita a Vladimir Putin.

°°° Praticamente, il suo aereo funziona come il suo cervello: malerrimo!!!

scarso-pilota

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Ancora intimidazioni di regime

Il leader Mpa chiama in causa il presidente della Repubblica
Gasparri: “La nostra proposta di legge andrà comunque avanti”
Sicilia, scontro Mpa-Pdl
Lombardo si appella a Napolitano
Lombardo: “Napolitano non proulgherà il ddl”. L’Idv se la prende con Schifani: “Non è super partes”.

ROMA – E’ sempre scontro tra il Pdl e l’Mpa, il movimento del governatore Raffaele Lombardo, dopo le polemiche sul varo della nuova giunta regionale.

Appello a Napolitano. Lombardo ha chiamato in causa il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: “Sono sicuro che Napolitano non promulgherà il ddl di modifica dello statuto della regione – ha detto il governatore. E’ un’intimidazione per dar forza alle loro truppe. Facciano pure – ha detto il leader dell’Mpa. Così mi faranno raggiungere la maggioranza assoluta perché le porte del mio movimento sono aperte per tutti” – ha concluso Lombardo.

Il Pdl. “Dopo l’appello di Lombardo a Napolitano, uno dei proponenti della legge, il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, si è detto “dispiaciuto che Lombardo abbia chiamato in causa il capo dello Stato per una proposta di riforma che cambierebbe lo Statuto regionale con un iter veloce e conforme al rango della norma. Lombardo fa propaganda per raggiungere la soglia del 4% alle europee – ha detto Gasparri – ma noi andremo comunque avanti”.

Idv critica Schifani. L’idv, invece, punta l’indice contro il presidente del Senato Renato Schifani:”Denunciamo comportamenti in violazione del ruolo super partes del presidente del Senato. Schifani – ha detto il portavoce del partito Leoluca Orlando -, non deve prestarsi a scontri politici interni a correnti e partiti”.

°°° Mentre la Sicilia sta saltando per aria, questi banditi insistono coi decreti legge incostituzionali. Ma si renderanno conto che stanno per andare a cagare?

lomb

PALERMO

palermo

gasparri1

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No, ragazzi, BASTAAAA!

Basta, amici. Spero che portiate o mandiate qualche cestino di viveri a mia moglie e alla mia figlioletta, ma da oggi entro nell’illegalità. Ho almeno due cose che posso fare subito e le farò oggi stesso. Ovviamente per difendere la vita delle mia donne indifese e se ci riesco anche la mia. Un reato, l’unico della mia vita, l’ho già commesso: alla Rai, che mi deve circa tre milioni di euro, non pago il canone da due anni. Il capo del loro ufficio legale, avvocato Rubens Esposito (come riportato nel mio libro biografico “MEGLIO SARDI CHE RAI”) ha ammesso il debito dell’azienda già nei primissimi anni ’90. Però mi hanno liquidato con 160 milioni (85.000 euro) e da allora NON MI FANNO PIU’ lavorare. Vorrebbero me, ma chiamano il povero benito urgu: che non farebbe ridere nemmeno se scivola su una buccia di banana, vestito da lord inglese, e cade in una pozza di fango. E infatti… Va tutto bene. Non mi piango addosso e continuo a lottare. Però, cazzo, non posso vedere le lacrime delle mie amiche che non arrivano ormai nemmeno alla seconda settimana del mese CON DUE MINISTIPENDI, non posso ascoltare più LE CAZZATE DELIRANTI DI BURLESQUONI (che è un delinquente abituale, molto malato mentalmente) ma SOPRATTUTTO… perdonatemi, ma non posso sopportare una cosa come “schifani”, domestico del mafioso di Arcore e socio di mafiosi, che va a commemorare GIOVANNI FALCONE. Non ce la faccio.

b-porc5

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Lo schifo delle leggi porcata

Ma il premier non rischia più
anche senza immunità
Il suo processo avrebbe ben poche chances di approdare a sentenza prima della prescrizione

APTOPIX ITALY BERLUSCONI

Volesse stupire con effetti speciali, Silvio Berlusconi potrebbe già far­lo: il coimputato del neocondan­nato per corruzione David Mills, cioè il premier suo ipotizzato cor­ruttore, può rinunciare anche subito e in ogni momento all’immunità garantita al pre­sidente del Consiglio dallo «scudo Alfano», prima legge votata in due giorni nel luglio 2008 dalla sua maggioranza parlamentare per impedire che le quattro più alte cariche dello Stato possano essere processate duran­te tutto il loro mandato.

Volesse invece guardarsi bene dall’azzarda­re il beau geste, tra qualche mese il premier potrebbe lo stesso dover mettere in conto di perdere l’immunità temporanea, nel caso in cui a fine anno la Consulta, che già stroncò nel 2004 la prima versione dello scudo per le alte cariche (legge Schifani), ritenesse inco­stituzionale anche la legge Alfano, e rimettes­se così in moto il processo a Berlusconi so­speso dal 4 ottobre scorso.

Ma in entrambi i casi, e a prescindere dal­la sorte di merito della sua imputazione, Ber­lusconi sa bene di non dover temere alcuna concreta conseguenza giudiziaria. Perché la legge Alfano, combinata alle regole sulle in­compatibilità dei magistrati, indirettamente gli propizia già la doppietta più preziosa: lo libera della giudice Gandus, tacciata di pre­giudizio ideologico e invano «ricusata» di fronte a Appello e Cassazione che hanno sem­pre dato torto al premier, e gli assicura il riav­vio quasi da zero del suo processo, destinato a ricominciare con ben poche chances di ap­prodare a sentenza prima della prescrizione. Il 4 ottobre 2008, infatti, nel sottoporre al­la Consulta la costituzionalità della sospen­sione automatica del giudizio sul premier imposta dalla legge Alfano, i giudici Gan­dus- Dorigo-Caccialanza avevano separato e «congelato» il processo a Berlusconi (con prescrizione sospesa), proseguendo la fase finale del dibattimento e andando a senten­za il 17 febbraio scorso per il solo coimputa­to Mills.

Ma in questo modo, nel condannare l’avvo­cato inglese a 4 anni e mezzo, i tre giudici hanno già espresso un convincimento sulla medesima corruzione imputata a Berlusconi nello schema corrotto-corruttore, e sono per­ciò diventati per legge tecnicamente «incom­patibili » a poter giudicare il coimputato pre­mier quando il suo processo dovesse riparti­re o per rinuncia di Berlusconi all’immunità, o per bocciatura della legge Alfano da parte della Consulta, o per lo scadere del mandato istituzionale del premier.

Se e quando Berlusconi per scelta o per forza cesserà di essere «immune», il suo pro­cesso dovrà dunque essere celebrato da tre nuovi giudici. Ma se davanti ad essi varranno (seppure dopo chilometrica lettura in aula) le prove già assunte nel dibattimento finché gli avvocati del premier vi partecipavano, la difesa avrà sempre il diritto di ottenere che di fronte ai nuovi giudici vengano richiamati a deporre tutti i testimoni, che in questo ca­so sono stati 22 in 47 udienze lungo quasi 2 anni, con 9 estenuanti rogatorie all’estero. Il che rende improbabile che il processo, quan­d’anche prima o poi riparta, faccia in tempo ad arrivare alla fine.

Nel momento in cui ripartiranno, infatti, le udienze ricominceranno anche a consuma­re la residua frazione di tempo che manca al­la prescrizione del reato collocato nel febbra­io 2000 (ridotta dalla legge Cirielli da 15 a 10 anni): resterà ancora circa un anno, lasso che ben difficilmente lascerà al processo il tem­po di approdare almeno alla sentenza di pri­mo grado, e che di certo non lo farà mai arri­vare in Appello e Cassazione.

Luigi Ferrarella
20 maggio 2009

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